bionergetica

 

C’è stato un tempo in cui tornavo a casa solo per dormire (poco) ed è un fatto così vero che per tre anni non ho visto la sala di casa mia! Sedermi sul divano, neanche a parlarne. Ci si creda o no, andavo a lezione, a danza, a far volontariato, a far vita sociale, culturale e amorosa senza stancarmi mai.

Bei tempi. Allora il mio appartenere alla categoria dei tipi “serotini” non implicava stare a letto fino a mezzogiorno ma semmai addormentarmi alle 3 e alzarmi lo stesso alle 8. La mattina mi piaceva passarla a scuola, un’attività sostanzialmente passiva in Italia, esclusi i giorni delle interrogazioni (ma a parte quelle di italiano erano per lo più piacevoli. Non che avessi problemi in letteratura italiana, avevo problemi con la sociopatia della prof. di italiano!).

Ora che non c’è la scuola e non c’è lezione e non c’è danza e non sono a Parigi dove la Bianca mi bussava in camera per far colazione insieme… Vorrei dormire fino a mezzogiorno!

Invece, alle 6 e mezza, ho l’argento vivo addosso e sto in giardino a guardare le rose fino al momento in cui è l’ora di andare al lavoro.

Non è che non mi piaccia il clima mattutino, quel che mi infastidisce è la sua interpretazione esasperata in ottica business: “quelli che hanno successo si svegliano presto”, “la mattina si fanno grandi cose”, “la mattina è il momento giusto per programmare”, “la mattina ha l’oro in bocca”… E via dicendo.

La notte invece è feconda e molto rispettosa. Il corpo è più caldo, più sciolto e la testa è più sensibile agli stimoli. Ci sono volte la sera in cui scrivo canzoni, pensieri e poesie. Ce n’è una che inizia dicendo “ci sono volte la sera” ed è la mia preferita.

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