cervelli di gallina

Alle elementari ero eccentrica, manesca ed esuberante.

Precoce, neanche a dirlo.

La mia prima parola è stata una frase, a tre anni facevo la ruota e mi allacciavo le scarpe da sola, a quattro leggevo e in seconda elementare tenevo un diario e scrivevo racconti.

Si penserà ad una bambina antipatica ma in realtà agli altri piacevo (credo); ero positiva, allegra, giocavo e collaboravo con tutti (tutti quelli che mi piacevano).

Per tutti questi motivi avrei voluto che moderassero questo mio temperamento irruente con meno vigore. Ne avrebbe guadagnato la mia autostima e al liceo avrei evitato di accollarmi il ruolo di capro espiatorio. Avrei preferito rimanere su quel “tendenza ad essere leader” come c’era scritto sulla pagella di prima elementare. Che fatica, poi, da recuperare!

Certo, mi andava insegnato a non dire tutto quello pensavo, all’arte del saper stare in società… Andavano accuratamente evitati siparietti del tipo:

“maestra, perché continui a spiegare? non vedi che non capiscono niente questi cervelli di gallina?”

Va bene.

Ma ora trovo ingiusto essere stata sgridata,criticata e punita perché mi ritenevo più intelligente dei miei colleghi infanti. Era palesemente vero.

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