Il confine tra terra e cielo

Parma, 3 marzo 2018

 

Tra il cielo e la terra c’è la neve.

Strappa all’essenza del cielo minuscole sculture, tutte forgiate di perfezione, ricamate d’incanto:

le veste, le sveglia e le dispone paziente. Sublimi nella loro armatura, ecco splendidi soldati, pronti a gettarsi dal cielo in una danza vorticante.

Armata di questa schiera abbagliante, la neve si appresta al viaggio, sfruttando l’effetto sorpresa. Tutti i fanti, diafani e alteri, si lanciano dall’alto con lenta fierezza.

Conquistano il mondo portando solo bandiera bianca. Così non c’è nessun rumore di guerra, anzi, tutto tace.

Profumano l’aria, la liberano.

Nel silenzioso stupore che hanno soffiato d’intorno, vanno a conoscere la terra.

I primi opliti, impavidi, si sacrificano generosi al suo calore, poi, gli altri si adagiano, poco a poco, sul mondo. E piano, piano, lo riempiono di bianco.

Se solo il mondo rimanesse sospeso…

Se solo si potesse prolungare il suo sopire rassegnato e sereno sotto la coltre magica di questa falange immolata al candore…

Allora, forse, la vita sarebbe più dolce.

Ci sarebbero meno rumori, meno macchine e meno livori. Le persone si ricorderebbero di meravigliarsi e, costrette a rallentare, potrebbero trovare il senso del loro incedere.

Quando scoppia sorprendente la meravigliosa neve, i nostri passi si fanno traballanti e i nostri pensieri si arrendono al candore.

Così, per qualche ora, noi galleggiamo silenziosi e stupiti, al confine tra terra e cielo; là dove nascono i poeti, la danza e la neve.

E la bellezza ammanta l’orizzonte.

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