PLAYLIST | 03.2018 | SPOTIFY

WE WERE WRECKS BEFORE WE CRASHED INTO EACH OTHER

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Playlist e testo di Tommaso Ronchini

  Se fossi un critico musicale, chissà quali parole verbose e quali strani tecnicismi dovrei inventarmi per presentarvi la nuova playlist.

Chissà che metafore magniloquenti, aneddoti improbabili e paragoni scomodi.

Certamente vi convincerei che quello di Josh Tillman (a.k.a. Father John Misty) è uno dei timbri vocali più puliti ed aggraziati che ci siano in circolazione, al punto che ogni suo pezzo è puro piacere per le orecchie – e Mr Tillman non fa certo eccezione.

Senza dubbio cercherei di ricostruire la storia ormai trentennale dei Ride, dagli esordi shoegaze fino alle atmosfere eteree e vagamente post-rock della notevole Pulsar – senza dimenticare il (lungo) periodo in cui Andy Bell è stato chitarrista degli Oasis.

Probabilmente celebrerei la corposa produzione dei Beach House, che negli ultimi tre anni hanno sfornato altrettanti album indimenticabili (compresa la raccolta di b-sides di qualche mese fa) e che ora si preparano a tornare nuovamente sulle scene, senza mai correre il rischio di annoiare o di risultare ridondanti.

Di sicuro vi suggerirei di ascoltare il nuovo lavoro degli MGMT, che rappresenta un tassello fondamentale per il duo newyorkese e può essere citato come uno dei migliori album statunitensi di questo inizio 2018; ma anche quello dei Franz Ferdinand, che con Always ascending sembrano recuperare i ritmi e le atmosfere degli esordi, senza peraltro dimenticare gli sperimentalismi electro-dance degli ultimi lavori: la title-track ne è un fulgido esempio.

A proposito di ritorni alle origini: Veronica n.2 mi ha letteralmente fulminato, riportandomi ai tempi de La malavita o addirittura del Sussidiario e confermandomi che i Baustelle non sbagliano (quasi) mai. È davvero un pezzo facile facile, come recita il sottotitolo del nuovo album di Bianconi e soci, in uscita a meno di un anno di distanza dal precedente.

Tra parentesi: se fossi un critico musicale, avrei senz’altro recensito L’amore e la violenza come uno dei migliori album italiani del 2017.

E a proposito di produzioni sovrabbondanti: Will Toledo (anima e corpo dei Car Seat Headrest), non pago di aver pubblicato sei dischi in quattro anni (!), ha deciso di re-incidere la sua prima demo, che aveva registrato nella cantina dei genitori quando aveva appena 19 anni. Ne è uscito Twin Fantasy, una mini-opera rock ruvida e malinconica, salutata dalle principali testate musicali come uno degli album dell’anno: Sober to death è l’ennesima perla che ho l’onore di ospitare nelle mie playlist. E ho l’impressione che non sarà l’ultima.

Se fossi un critico, mi ingegnerei per capire come possano le canzoni dei Belle and Sebastian suonare tutte così semplici e simili, e al tempo stesso risultare tutte così perfettamente orecchiabili e piacevoli e… belle.

A volte non essere un critico musicale è proprio una fortuna: così, non sarò costretto a perdere tempo in recensioni arzigogolate o in parole altisonanti, ma potrò semplicemente godermi questi quindici brani in santa pace.

Sperando che anche voi vogliate fare lo stesso.

Buon ascolto!

Abbiamo finito le parole,

e tu che non hai mai capito da dove cominciare.

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