I’VE PLACED FAITH IN GEOGRAPHY TO HOLD YOU IN MY MEMORY | PLAYLIST 07.2018 | SPOTIFY

I’VE PLACED FAITH IN GEOGRAPHY TO HOLD YOU IN MY MEMORY

Playlist e testo di Tommaso Ronchini

Ci sono artisti che – al primo ascolto – ti fanno pensare “no, questo non fa per me“. E finiscono nel dimenticatoio, insieme a centinaia di altri.

Poi, a distanza di due, tre mesi, per puro caso, ti capita di riascoltare un loro brano, magari perché Spotify l’ha infilato in qualche playlist “realizzata per te”: ed ecco che scocca la scintilla, e d’improvviso sei costretto a ricrederti, e alla fine quella canzone devi per forza metterla nella prossima playlist.

A questo giro l’artista in questione sono i Wye Oak: avevo letto recensioni entusiastiche del loro The louder I call, the faster it runs (qualcuno, anche se siamo ancora in luglio, si è già precipitato ad inserirlo tra “i miglior album dell’anno”), così mi ero convinto ad ascoltarlo; ma, per una ragione o per l’altra, non mi aveva particolarmente colpito, ed avevo lasciato perdere. Qualche giorno fa, come da copione, mi è ricapitata tra le orecchie la title-track… e, beh, il resto potete immaginarlo.

Lo confesso: la geografia mi ha sempre appassionato. Quella fisica – fiumi catene montuose tundra taiga e climi temperati – ma soprattutto quella politica ed economica (sì lo so, state già pensando alle barbabietole da zucchero e alla capitale del Madagascar).

Ma la geografia non è solo lo studio di dinamiche sociali e culturali, di nozioni mnemoniche e città dai nomi assurdi: è anche conoscenza e consapevolezza dei territori e dei popoli, cura delle tradizioni e delle radici… la geografia, in poche parole, ci consente di custodire e coltivare la nostra memoria.

Non per niente lo cantano anche i Death Cab for Cutie, arrivati al loro decimo album.

Quest’anno sto scoprendo o riscoprendo alcune voci femminili davvero notevoli: di Maria Antonietta ho già scritto più volte, ma ognuna delle tracce di Deluderti merita un posto in playlist.

La vera novità del mese è invece Snail Mail: il suo album d’esordio Lush ci regala atmosfere quasi noise-rock ed un timbro vocale ruvido e malinconico, che suona in delicato equilibrio tra Sharon van Etten e Courtney Barnett.

Femminile è anche la voce dei Sunflower Bean, un’altra piacevole sorpresa di questo 2018.

E poi ci sono le Hinds, scoperte qualche anno fa grazie alla serie tv Flaked: New for you non è forse l’intro perfetta per questi primi caldissimi giorni d’estate?

Beware the man who has everything
Everything that he wants
You can spot him from a mile away
In his gold chain and only one pair of socks

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *