PLAYLIST | 02.2018 | SPOTIFY

For the love, for laughter I flew up to your arms

Playlist su Spotify –> ascoltala ora!

playlist e testo di Tommaso Ronchini

Partiamo dall’inizio: The end of the f***ing world è una delle serie tv del momento, ovviamente prodotta da Netflix. È brevissima (si finisce in un paio d’ore!), ha una trama abbastanza semplice e rocambolesca, due protagonisti tanto sociofobici e psicotici quanto tremendamente soli, un ritmo incalzante e – soprattutto – una colonna sonora spettacolare. Non per niente l’ha curata Graham Coxon, l’ex chitarrista/anima dei Blur.

L’incipit della playlist di febbraio è quindi affidato a Laughing on the outside, un brano anni ’60 cantato dalla statunitense Bernadette Carroll, che appare nel primo e nel terzo episodio di questa breve serie-cult: confesso che non solo non lo avevo mai sentito, ma che non avevo idea di chi fosse la Carroll. Mi perdonerete l’ignoranza.

Del resto, questo mese ho optato per diversi “perfetti sconosciuti”, che mi è capitato di ascoltare grazie a Spotify: Kyle Craft, ad esempio, mi ha catturato subito con la sua ballad Exile Rag, mentre Julien Barbagallo, batterista dei Tame Impala, ci regala una piccola perla come L’échappée (a proposito di ignoranza: non ho la minima idea di cosa dica il testo!).

Venendo a terreni più conosciuti, ecco alcuni ritorni graditissimi e davvero ben riusciti: Motta (Ed è quasi come essere felice), Calexico (Eyes wide awake), The Decemberists (Severed) e soprattutto gli Eels (The deconstruction), che sono senza dubbio uno dei miei gruppi preferiti e che quest’estate finalmente ci degneranno della loro presenza (a Cesena, il 23 giugno).

Close to me, invece, viene da molto lontano e non ha bisogno di presentazioni: mi è capitato di riascoltarla alla radio in un freddo pomeriggio di fine gennaio e ho deciso che non poteva mancare.

I The Voidz non sono esattamente il gruppo più acclamato dalla critica, ma Leave it in my dreams è davvero orecchiabile e vi rimarrà in testa per tutto il giorno; Car Seat Headrest, invece, è ormai un ospite fisso delle mie playlist – anche lui, tra l’altro, l’ho conosciuto grazie ad una serie tv Netflix (Flaked), che ho molto apprezzato nonostante il suo scarso successo di pubblico e di critica.

Anche questo mese, infine, non poteva mancare un omaggio a Call me by your name: Visions of Gideon è un pezzo meraviglioso e struggente, che scorre sui titoli di coda del bellissimo film di Guadagnino e di questa playlist.

Buon ascolto!

 

La musica è troppo forte non si riesce a parlare

Sono troppi anni che perdi la voce

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