#spazi

Visitare castelli è la mia passione.

Anche casolari abbandonati e case altrui in genere.

Studiare la disposizione degli oggetti negli spazi, notare i decori e individuare i materiali…: mi entusiasma, mi dà pace.

I giardini sono chiaramente il mio punto debole. Neanche a dirlo, preferisco i parchi all’inglese ma non per questo disdegnerei di possedere un qualsiasi château d’Ile de France.

Chiaro, questa passione per gli spazi vasti e immersi nella natura soddisfa il mio desiderio di far ri-vivere le cose: nelle nostre campagne, le troppe cascine abbandonate, perdute, spesso ormai irrecuperabili, mi feriscono e mi urtano lo spirito: stanno lì, spazi privilegiati e negati, muti, custodi di ricordi senza nome.

L’argine del torrente Parma, ph. GML R

La gente, la folla, si ammassa intanto nei condomini della città, o della periferia della periferia della città… Eleganti formicai costosissimi, nuovi, spesso brutti e tristi.

Mi piace spiare anche lì, guardare dentro le finestre, immaginarmi vite e brulicanti amori, forse liti.

E mi piace sapere con certezza che in ogni casa ci sarà qualcuno che fa una collezione di qualcosa, una piccola collezione: un modo così singolare di riempire lo spazio! La collezione reifica l’idea che ci sia una totalità, un insieme da possedere, un pezzo di universo tutto nostro.

Invece l’universo è fuori.

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