vuoi il dolce?

 

Non so se un domani diventerò una di quelle aliene che risponde “oh no, ti ringrazio ma no, grazie, sono sazia”.

Per ora, comunque, no.

Una cosa per volta.

Dunque, per adesso, mi sto impegnando tantissimo per limitare la mia tendenza alla procrastinazione delle cose pratiche che mi danno noia. Tipo: chiamare la commercialista, stirare, andare dal dentista, andare a far la spesa prima di raschiare il fondo della credenza.

E poi! Ho cominciato col mettere i piatti in lavastoviglie s u b i t o. E poi! quando ho delle simpatiche intuizioni e trovate creative casuali, anziché pensare “tanto me le ricordo”,… Me le annoto sulle note dell’Iphone s u b i t o.

Così… piccoli sforzi quotidiani verso una me stessa migliore.

Dedita come sono alle tecniche di efficientamento organizzativo, per ora mi ritrovo costretta ad accantonare gli altri buoni propositi. Si veda, ad esempio, la cartella “vita sana vita snella”, che racchiude le diete e gli esercizi miracolosi di una vita. Qualche volta ci provo, come per esempio ieri che, dopo palestra, a casa da sola, ho tentato la “cena dei campioni”: lenticchie in scatola scaldate nel sugo di pomodoro e gustate direttamente in padella con cucchiaio, sentendomi tutt’altro che incivile, ma anzi mega bulla per la cena dietetica, e proteica, e pure vegana!

Poi. Concludere la serata davanti alla tv e, immaginando un interessamento muscolare nel rigirarsi un po’ sul divano, implementare il movimento con l’allungamento laterale del braccio, raschiare il fondo della credenza e…

finire-il-pandoro-che-se-no-poi-si-seccava-del-tutto-perché-ormai-son-passati-sei-mesi-da-Natale-e-non-vorrei-mai.

 

Eh.

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