zenitudine e antivirus

 

La regina dello chic made in Paris Ynes de la Fressange, in quel suo adorabile libro sullo stile della parigina che mi hanno regalato le mie adorabili amiche (*), dice che una buona regola per non invecchiare e farsi venire meno rughe è “fare cose che aumentino la zenitudine”.

Ines de La Fressange, Sophie Gachet, La parigina. Guida allo chic, L’Ippocampo, 2011

Ora, capire quali cose ci siano più congeniali di solito non è difficile: si tratta per lo più per tutte di mangiare, dormire, pomiciare.

Aggiungiamoci fare shopping più i vari hobby di cui ciascuno si è dotato fin dall’infanzia.

Ora, si dà il caso che la difficoltà sia invece quella di individuare le situazioni “anti-zenitudine”. Molto, molto, molto difficile.

«Allora? La faccio sì o no questa cosa? Frequento sì o no la tal persona? Esprimo sì o no il mio punto di vista? Accetto sì o no questo lavoro? E se sto male? Beh, forse sto andando in corto circuito perché sono viziata e capricciosa!

#Perseveriamodunqueinquestaimpresasuicida…»

A questo punto, sia dichiarato a chiare lettere che invidio le macchine pensanti… I computer, loro sì che sono veri calcolatori!

Insomma, vorrei avere l’antivirus: un segnale luminoso che mi si accenda in testa quando faccio cose che non mi fanno bene, che mi fanno solo perdere tempo, che non mi sono utili; oppure quando frequento persone false, tendenziose, o semplicemente che non mi arricchiscono.

A certa gente l’antivirus lo danno in dotazione alla nascita. Sono tipo dei mac. Io invece – e un’altra marea di poveri cristi – siamo sforniti.

Questo comporta una buona dose di inculate. Si brucia l’hard disk perfino, il che tutti sanno che è come dire morire. Infatti quando uno rimane molto deluso si dice che si sente morire. In toni drammatici s’intende.

Comunque, il problema delle persone è che non c’è mica scritto in fronte se uno ha l’antivirus o no. Vuol dire che se tu sei uno di quelli senza, mica te lo vedi allo specchio! Dovresti capirlo da solo. Eh.

A me ci sono voluti 30a anni per capire che ero stata messa al mondo senza antivirus e che mi passeggiavo così da allora. E dopo tutti questi anni, ora che l’ho capito, non sono ancora riuscita ad installarne uno.

Non benissimo.

 

(*) Ines de La Fressange, Sophie GachetLa parigina. Guida allo chicL’Ippocampo, 2011, 240 p.

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